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Capalbio e Giardino dei Tarocchi

Tra i borghi toscani più belli, in particolare tra quelli siti nel cuore della Maremma, c’è Capalbio, in provincia di Grosseto. Il borgo si estende dall’entroterra fatto di dolci colline che sfiorano i 424mt di altezza fino alla costa, dove sorge il Lago di Burano gestito dal WWF e habitat di numerose specie di uccelli, mammiferi ma soprattutto casa della “Ninfa del Corbezzolo” considerata la più grande farfalla d’Italia.
Passeggiando per le vie di Capalbio, sembra che il tempo si sia quasi fermato, eppure la cittadina in epoca rinascimentale era soprannominata “La Piccola Atene” e il motivo era da rinvenirsi nella quantità di opere d’arte custodite ancora oggi tra le sue mura.

Capalbio: a spasso per il centro storico

La principale porta di accesso al centro storico di Capalbio è Porta Senese, riconoscibile dal doppio arco e dalla sovrastante lapide risalente al 1418 che ricorda il restauro delle mura per mano dei sensi: si scorge ancora il massiccio portone in ferro e legno massiccio che in passato veniva richiuso la sera per proteggere l’abitato.
Oltrepassando Porta Siena, dunque la prima delle due cinte murarie che circondano il borgo (una più in basso e l’alta in alto) sembra di aprire una finestra sul medioevo, tra saliscendi, strette vie, balconi adornati di fiori variopinti.
Dirigendosi verso la graziosa Piazza Magenta, cinta da edifici in pietra, si ha la possibilità di percorrere un tratto di mura godendo di panorami splendidi sulla sottostante campagna maremmana e sulla costa tirrenica.
Se invece dalla Porta Siena si percorre Via Vittorio Emanuele II con le mura merlate recanti ancora il caratteristico camminamento di ronda, si arriva all’Arco Santo con il ritratto marmoreo dell’Imperatore Adriano del II d.C.. A due passi ecco la Pieve di San Nicola, costruita tra il XII e il XIII secolo, restaurata poi nel XV secolo: all’interno è possibile ammirare capitelli finemente scolpiti con motivi zoomorfi e vegetali, oltre a bellissimi affreschi rinascimentali. A proposito di affreschi, fuori dalla mura di Capalbio si trova l’Oratorio della Provvidenza, famoso per la presenza di affreschi risalenti al XVI secolo e attribuiti alla scuola di Pinturicchio.
Tornando al centro storico, non si può non citare la Rocca Aldobrandesca: nonostante molte sale all’interno siano spoglie, altre camere sono elegantemente decorate e tra queste c’è la Sala del Camino di spiccato gusto rinascimentale, all’interno della quale è custodito il pianoforte di Conrad Gray suonato da Giacomo Puccini durante un soggiorno a Capalbio.

Alla volta del Giardino dei Tarocchi

Spostandosi sulla costa, si può godere della bellezza incontaminata della Riserva Naturale Statale del Lago di Burano dove si alternano dune sabbiose, sugheri, macchia mediterranea e lecci: oltre al citato Lago di Burano, meta degli appassionati di birdwatching per la quantità di volatili che scelgono di svernare presso questo bacino lacustre, nell’area naturale si erge la Torre del Buranaccio costruita dagli spagnoli nel ‘600.
Chiunque si rechi a Capalbio non può non visitare uno dei parchi più stravaganti d’Italia: si tratta del Giardino dei Tarocchi distante dalla città 7km e nato dalla fantasia della scultrice Niki De Saint Phalle. La donna trovò ispirazione dal Park Güell di Barcellona e in effetti lo ricorda molto nelle forme, nei materiali e nella varietà dei colori utilizzati.
Il Giardino, nato nel 1998, sorge sul fianco della Collina di Gravicchio e custodisce al suo interno, ben 22 sculture a dir vero ciclopiche, alte fino a 15mt, raffiguranti gli Arcani Maggiori.
Una volta varcato il Padiglione d’ingresso, ossia una muraglia in tufo realizzata da Mario Botta, si entra in una sorta di mondo onirico: i sentieri che si insinuano tra le sculture e costeggiate tra sinuose panchine colorate, recano pensieri, moniti e iscrizioni che fanno del Giardino dei Tarocchi quasi una sorta di percorso esoterico.
La piazza centrale si presenta come un grande anfiteatro letteralmente circondato da caleidoscopiche sculture quali la Porta del Sole sovrastata da un enorme uccello di fuoco, il Mago e la Papessa: dalla sua bocca spalancata (omaggio all’orco del Parco dei Mostri di Bomarzo) sgorga acqua direttamente in una piscina dominata al centro dalla Ruota della Fortuna realizzata da Tinguley, marito di Niki De Saint Phalle.
Tra gli altri Arcani Maggiori rappresentati nel Giardino dei Tarocchi c’è poi il coloratissimo Albero della Vita con i rami a forma di serpenti e l’Imperatrice: dentro quest’ultima c’è una vera e propria abitazione, con cucina, salotto e sala da pranzo completamente ricoperte di specchi veneziani, vissute realmente dalla scultrice mentre lavorava a questo magico mondo. Molto suggestiva è poi la Forza, le cui sembianze sono quelle di una donna che doma un drago verde brillante posto proprio davanti a lei.
Per visitare il Giardino dei Tarocchi non è necessario prenotare visite guidate o seguire percorsi prestabiliti: per volere della stessa Niki De Saint Phalle, si lascia completa libertà al visitatore di scoprire il parco seguendo il proprio intuito.

Agriturismo Podere N°8 →  Capalbio 46 km